Nasco vicino Napoli e ho una formazione scientifica, l’amore, anzi, dovrei dire l’ossessione per la fotografia, nasce più tardi.
Sono stata allieva del XXXVII Eddie Adams Workshop. Ho completato il percorso biennale di fotografia autoriale “The Soul and The Machine”, organizzato da IDA ETS e diretto da Nausicaa Giulia Bianchi, partecipato alla Masterclass di Alex Majoli e a vari altri seminari con fotografi di fama internazionale.
La mia pratica artistica ha radici molto personali. Fotografo ciò che mi sta a cuore, che voglio conoscere e che desidero sia visto. La mia ricerca è incentrata sulla vita umana, la storia delle persone, il modo in cui le scelte ne hanno modellato l’esistenza e come esse si relazionano con l’ambiente in cui vivono modificandolo e lasciandosene influenzare. Uso un approccio di tipo documentaristico permeato da un sentimento poetico.
Sono convinta che non esistano storie che non meritano di essere raccontate, mi impegno ad allenare uno “sguardo straniero” sul quotidiano, l’atto del fotografare mi aiuta a vedere tra le sue righe prestando attenzione alla “qualsiasità” di cui parlava Cesare Zavattini.
I was born near Naples and have a scientific background, the love, or rather, I should say the obsession for photography, was born later.
I was a student of the XXXVII Eddie Adams Workshop. I attended the two-year course of authorial photography “The Soul and The Machine”, organized by IDA ETS and directed by Nausicaa Giulia Bianchi, as well as the Masterclass of Alex Majoli and various other seminars with internationally renowned photographers.
My artistic practice has very personal roots. I photograph what is close to my heart, what I want to know and what I want to be seen. My research focuses on human life, on the history of people, the way in which choices have shaped their existence and how they relate to the environment in which they live, modifying it and being influenced by it. I use a documentary approach permeated by a poetic feeling.
I am convinced that there are no stories that do not deserve to be told, I am committed to training a “foreign gaze” on everyday life, the act of making pictures helps me to see between the lines paying attention to the “anyness” that Cesare Zavattini spoke of.