I VOLTI DELL'ACCOGLIENZA

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Nell’anno 2007 Caserta aderisce alla rete S.P.R.A.R: Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, accogliendo 10 migranti.

Oggi Caserta ospita lo Sprar più grande della Campania con 151 beneficiari uomini ed 8 donne.

In collaborazione con la rete associativa Caserta Città Viva, sono stati attivati corsi di formazione professionale, iniziative di inclusione bilaterale e riqualificazione del territorio che hanno reso Caserta un esempio di eccellenza in Italia. 

Grazie allo Sprar i ragazzi vengono istruiti, insegnato loro un mestiere, ricevono assistenza sanitaria, psicologica e legale. Uno dei fiori all'occhiello è costituito dalla filiera corta per l'approvvigionamento di cibo dei beneficiari, coinvolgendo piccole realtà locali. In questo modo, lo Sprar è diventato il nucleo di una serie di attività e meccanismi virtuosi che ha avuto ricadute positive sull'intera popolazione caserta.

Il Centro Sociale Autogestito Ex Canapificio, principale gestore dello Sprar di Caserta, è stato sgomberato per ordine della procura di Santa Maria Capua Vetere il 12 Marzo 2019 per problemi di sicurezza strutturale. Da allora le sue numerose attività vengono svolte in punti di appoggio di fortuna (per tutta la primavera-estate 2019 è stato allestito un presidio mobile quotidiano nella Piazza della Prefettura) o in strutture che hanno offerto temporaneamente la propria ospitalità. In questi mesi sono stati almeno due i furti che ha subito la vecchia struttura. Inutile dire che la refurtiva è costituita da beni acquistati con soldi dello stato.

Durante il concerto della Giornata Mondiale del Rifugiato, il 19 giugno 2019 presso Villa Giaquinto, il Sindaco rilanciò l'impegno a non abbandonare questa preziosa rete di inclusione e accoglienza parlando di una possibile sede provvisoria, ossia l'Ex Asilo di via Barducci in una traversa di via Ferrarecce, abbandonato e chiuso dal 2015. Oggi la nuova sede designata del CSA Ex Canapificio è l'Ex Caserma Sacchi, ma il comune temporeggia ancora. Gli operatori e volontari sperano di poter intitolare al più presto la loro nuova Casa del Sociale a Mamadou Sy, amatissimo presidente dell'associazione dei Senegalesi, scomparso nel novembre 2019.

In 2007 Caserta joined the S.P.R.A.R: Protection System for Asylum Seekers and Refugees, welcoming 10 migrants.

Today Caserta is home to the largest Sprar in Campania with 151 male and 8 female beneficiaries.

In collaboration with the Caserta Città Viva association network, professional training courses, bilateral inclusion initiatives and redevelopment of the territory have been activated which have made Caserta an example of excellence in Italy.

Thanks to Sprar, immigrants are educated, taught a trade, receive health, psychological and legal assistance. One of the major reason of proud is the short supply chain for the beneficiaries' food supply, involving small local businesses. In this way, the Sprar has become the nucleus of a series of virtuous mechanisms that have had a positive impact on the entire Caserta population.

The Social Center Ex Canapificio, the main manager of the Sprar of Caserta, was cleared by order of the prosecutor of Santa Maria Capua Vetere on March 12, 2019 for structural safety problems. Since then its numerous activities have been carried out in makeshift support points (throughout the spring-summer 2019 a daily mobile garrison was set up in the Piazza della Prefettura) or in structures that have temporarily offered their hospitality. In the past few months old structure has suffered two thefts. Needless to say, the stolen property consists of goods purchased with state money.

During the World Refugee Day concert, on 19 June 2019 at Villa Giaquinto, the Mayor re-launched the commitment not to abandon this precious network of inclusion and reception by talking about a possible temporary venue, namely the Ex Asylum in via Barducci in a cross street of via Ferrarecce, abandoned and closed since 2015. Today the new designated office of the CSA Ex Canapificio is the Ex Caserma Sacchi, but the municipality still stalls. The operators and volunteers hope to be able to name their new Social House as soon as possible to Mamadou Sy, the beloved president of the Senegalese association, who passed away in November 2019.